counter create hit Le irregolari: Buenos Aires Horror Tour - Download Free eBook
Ads Banner
Hot Best Seller

Le irregolari: Buenos Aires Horror Tour

Availability: Ready to download

Un romanzo basato su fatti e personaggi assolutamente veri che racconta per la prima volta in Italia, in modo completo, documentato e rigoroso, la storia della guerra sporca delle dittatura argentina. La metodologia della 'desaparicion', i campi di concentramento clandestini, i bambini trattati come bottino di guerra,la persecuzione degli ebrei argentini: un incubo nell'in Un romanzo basato su fatti e personaggi assolutamente veri che racconta per la prima volta in Italia, in modo completo, documentato e rigoroso, la storia della guerra sporca delle dittatura argentina. La metodologia della 'desaparicion', i campi di concentramento clandestini, i bambini trattati come bottino di guerra,la persecuzione degli ebrei argentini: un incubo nell'incubo, la verita' sul ruolo della chiesa cattolica, le connessioni e le coperture internazionali. E racconta anche la battaglia delle nonne e delle madri di Plaza de Mayo: una storia al femminile, unica e straordinaria, fatta di amore, dolore e coraggio.


Compare
Ads Banner

Un romanzo basato su fatti e personaggi assolutamente veri che racconta per la prima volta in Italia, in modo completo, documentato e rigoroso, la storia della guerra sporca delle dittatura argentina. La metodologia della 'desaparicion', i campi di concentramento clandestini, i bambini trattati come bottino di guerra,la persecuzione degli ebrei argentini: un incubo nell'in Un romanzo basato su fatti e personaggi assolutamente veri che racconta per la prima volta in Italia, in modo completo, documentato e rigoroso, la storia della guerra sporca delle dittatura argentina. La metodologia della 'desaparicion', i campi di concentramento clandestini, i bambini trattati come bottino di guerra,la persecuzione degli ebrei argentini: un incubo nell'incubo, la verita' sul ruolo della chiesa cattolica, le connessioni e le coperture internazionali. E racconta anche la battaglia delle nonne e delle madri di Plaza de Mayo: una storia al femminile, unica e straordinaria, fatta di amore, dolore e coraggio.

30 review for Le irregolari: Buenos Aires Horror Tour

  1. 4 out of 5

    piperitapitta

    101: storia di un numero primo che non è più solo. Ieri mentre leggevo le pagine di questo libro sotto i ciliegi in fiore dei giardini dell'Eur ho provato una gioia talmente forte da riuscire quasi a capire cos'è il dolore per la perdita di un figlio, anzi per la sua sparizione. Le pagine sono fitte di nomi e di storie, di età tutte tragicamente simili tra loro, perché narra e ricorda vite giovani, giovanissime, bruciate dalla follia degli uomini negli anni del golpe argentino. Ieri, mentre leggevo 101: storia di un numero primo che non è più solo. Ieri mentre leggevo le pagine di questo libro sotto i ciliegi in fiore dei giardini dell'Eur ho provato una gioia talmente forte da riuscire quasi a capire cos'è il dolore per la perdita di un figlio, anzi per la sua sparizione. Le pagine sono fitte di nomi e di storie, di età tutte tragicamente simili tra loro, perché narra e ricorda vite giovani, giovanissime, bruciate dalla follia degli uomini negli anni del golpe argentino. Ieri, mentre leggevo la storia di Abel Madariaga che cercava suo figlio Francisco, ventuno anni all'epoca in cui Massimo Carlotto ha scritto Le irregolari, nel 1998, nato dopo il rapimento di sua madre Silvia, rapita e mai tornata a casa quando era incinta di quattro mesi, un lampo mi ha attraversato la mente: - Ma io questa storia la conosco, - mi sono detta - Francisco l'hanno trovato! E allora mi sono ricordata di un articolo letto poche settimane fa su Il Venerdì di Repubblica, dov'era raccontata la storia di Abel e di suo figlio, Francisco, che per oltre trent'anni aveva vissuto come Alejandro Ramiro Gallo, senza sapere di essere nato da una desaparecidos e senza sapere che suo padre, da quando aveva avuto la conferma della sua nascita, lo stava cercando. Ha dovuto aspettare altri dodici anni Abel, quest'uomo dal sorriso aperto e dagli occhi buoni, da quando aveva raccontato a Carlotto la sua storia; ha dovuto aspettare altri dodici anni per riabbracciare quel figlio mai conosciuto e che sembrava perduto. Il suo Francisco è il 101° ragazzo ritrovato dalle Nonne di Plaza di Majo, il 101° miracolo: per questo non bisogna smettere di cercare, per questo non è possibile dimenticare. Ieri, mentre leggevo questo libro sotto i ciliegi in fiore dei giardini dell'Eur, mentre cadevano i petali cadevano a pioggia su di me, hanno iniziato a cadere silenziose anche le mie lacrime, per una gioia talmente forte da essere quasi uguale al dolore.

  2. 4 out of 5

    Ginny_1807

    "...perchè ho imparato che l'unica lotta che si perde è quella che si abbandona." I meriti di questo libro sono da individuare quasi esclusivamente nel suo valore documentario, in quanto le pagine pregevoli dal punto di vista letterario e creativo sono davvero poche. Ciò che stupisce maggiormente è il fatto che Massimo Carlotto, originale inventore di trame noir, riesca a sminuire con situazioni al limite dell’assurdo – per non dire del ridicolo – la carica emotiva della vicenda più noir che si p "...perchè ho imparato che l'unica lotta che si perde è quella che si abbandona." I meriti di questo libro sono da individuare quasi esclusivamente nel suo valore documentario, in quanto le pagine pregevoli dal punto di vista letterario e creativo sono davvero poche. Ciò che stupisce maggiormente è il fatto che Massimo Carlotto, originale inventore di trame noir, riesca a sminuire con situazioni al limite dell’assurdo – per non dire del ridicolo – la carica emotiva della vicenda più noir che si possa immaginare, tanto più sconvolgente in quanto reale e storicamente collocabile nello spazio e nel tempo. La desaparición messa in atto in America Latina, e in seguito “esportata” anche all’estero come strumento di terrore e di annullamento di ogni iniziativa di dissenso contro i regimi totalitari, è uno dei mezzi di coercizione più subdoli e crudeli, poiché non implica unicamente l’arresto, la tortura e la morte, ma la completa cancellazione dell’identità di una persona, tramite la sua scomparsa avvolta nel silenzio e nel mistero. È grazie alle “irregolari”, ovvero le madri e le nonne argentine di Plaza de Mayo, che è stata rivelata agli occhi del mondo la tragedia di un popolo, con una intera generazione di giovani sterminata dalla repressione della dittatura: i campi di concentramento, le torture più sozze e meschine, i cosiddetti voli della morte, le sepolture anonime e segrete in fosse comuni, le ragazze incinte fatte partorire e poi uccise, i neonati clandestinamente venduti o affidati a famiglie fedeli al regime... Queste donne, spesso semplici casalinghe prive di istruzione, sono state le uniche a prendere posizione con coraggio e determinazione indefessa, mentre i loro uomini subivano perdite e dolore in preda al fatalismo rassegnato e alla paura; e hanno condotto per anni una disperata battaglia contro le istituzioni, contro l’indifferenza o le acquiescenze di comodo dei governi e della chiesa, e infine contro la minaccia dell’oblio, generata da amnistie e dall’ipocrita perdono istituzionale nei confronti dei colpevoli delle sevizie e delle stragi in nome dell’”ubbidienza dovuta”. Il risarcimento preteso da queste donne, indomabili nonostante l’età, nonostante lo scherno e le minacce di cui erano bersaglio, non si è quantificato in richieste di denaro o in vuote parole di compianto e solidarietà, ma nel riconoscimento della verità: per fare conoscere ai nipoti dispersi le loro autentiche origini e soprattutto per rivendicare l'orgoglio e la dignità della morte dei loro figli in nome di un sogno e farli rivivere nell’unico modo possibile, cioè nelle piazze della protesta e nella memoria del mondo. La valutazione di sole tre stelle vuole essere una specie di punizione per lo scrittore, a mio avviso troppo indugiante in compiaciute autocelebrazioni familiari e sogni premonitori, nonché in misteriosi passi di tango e milonghe assortite.

  3. 5 out of 5

    Tittirossa

    Carlotto parte per l'Argentina alla ricerca delle tracce del nonno, ed entra nella realtà dei desaparecidos. E ne rimane sconvolto, non solo per la sua storia personale ma perché si tratta di una delle più agghiaccianti storie dello scorso secolo (insieme alle varie dittature repressive degli altri stati sudamericani). La narrazione è suddivisa per capitoli, ognuno dedicato a una persona incontrata che racconta la storia dei propri desaparecidos. Carlotto sceglie uno stile partecipe ma contenuto Carlotto parte per l'Argentina alla ricerca delle tracce del nonno, ed entra nella realtà dei desaparecidos. E ne rimane sconvolto, non solo per la sua storia personale ma perché si tratta di una delle più agghiaccianti storie dello scorso secolo (insieme alle varie dittature repressive degli altri stati sudamericani). La narrazione è suddivisa per capitoli, ognuno dedicato a una persona incontrata che racconta la storia dei propri desaparecidos. Carlotto sceglie uno stile partecipe ma contenuto quando fa parlare gli altri, mentre quando si tratta della "sua" storia cade un po' troppo nel tono confidenziale che a volte è un po' irritante. Il libro si merita 4 stelle perché ogni voce che parla della storia negata dell'America Latina degli ultimi 30 anni è il miglior memento per non scordare (nella speranza che riusciamo a far sì che non si ripeta). Storia sconvolgente, ma lo è ancora di più se si pensa che queste cose sono successe dopo la 2a Guerra Mondiale, dopo la condanna al nazismo e a qualsiasi forma di dittatura, e diventa aberrante se si aggiunge che queste cose sono successe mentre la gente sapeva, mentre l'Italia andava in Cile per giocare a tennis, e in Argentina per i mondiali di calcio.

  4. 5 out of 5

    Daniela

    Libro bellissimo, romanzo che racconta una vicenda vera, quella dell'incontro tra Carlotto e le nonne e mamme della Plaza de Mayo. Carlotto è uno scrittore che mi piace molto, ha un tratto asciutto, non c'è nulla di inutile, nessun "fronzolo" nei suoi libri, a maggior ragione in questo, che racchiude la memoria di molti figli e nipoti desaparecidos, di come è andata avanti la vita di queste famiglie. Mi ha fatto venire voglia di approfondire un argomento di cui so poco.

  5. 4 out of 5

    Speranza

    il dolore rinchiuso in un fazzoletto bianco ha masticato il mio cevello per qualche settimana. eppure non è un bel romanzo, non ha un lessico ricercato, non vi si trovano ricercatezze stilistihce. non è Letteratura. ma è la vita e il dolore delle Madrie delle Nonne di Plaza de Mayo, gli orrori della dittatura argentina. La dittatura uccide, strappa alle madri figli appena partoriti. ragazzi senza identità adottati dagli assassini dei genitori naturali. è un libro denuncia, un rosario di dolore, un " il dolore rinchiuso in un fazzoletto bianco ha masticato il mio cevello per qualche settimana. eppure non è un bel romanzo, non ha un lessico ricercato, non vi si trovano ricercatezze stilistihce. non è Letteratura. ma è la vita e il dolore delle Madrie delle Nonne di Plaza de Mayo, gli orrori della dittatura argentina. La dittatura uccide, strappa alle madri figli appena partoriti. ragazzi senza identità adottati dagli assassini dei genitori naturali. è un libro denuncia, un rosario di dolore, un "horror tour" tra campi di concentramento, anni di torture, posizioni piuttosto ambigue per non dire complici di parte della chiesa. e queste donne, insegnante, casalinghe, apolitiche si trovano a dover reagire alle sparizioni dei figli, rapimenti di nipoti. il desiderio di riavere il corpo dei propri cari desaparecidos. è un viaggio in un dolore che pare lontano. l'incontro con la speranza rappresentata da un fazzoletto bianco di queste donne combattenti e coraggiose che non si arrendono. è un viaggio doloroso. una via crucis con dei volti, dei nomi e delle date. non lasciamole sole.

  6. 5 out of 5

    Simona

    Leggere questo libro fa male, male, male, indigna soprattutto se si pensa alle terribili sofferenze che i desaparecidos e le famiglie hanno dovuto affrontare e subire. In questo saggio Carlotto ripercorre la storia dei desaparecidos, delle Madri, delle Nonne di Plaza de Mayo raccontandoci una pagina terribile della dittatura militare. Una pagina di orrore, di morte, di cadaveri, di sofferenza, di atroci torture, di elettroshock, di unghie strappate, di ossa rotte in nome delle donne che chiedono Leggere questo libro fa male, male, male, indigna soprattutto se si pensa alle terribili sofferenze che i desaparecidos e le famiglie hanno dovuto affrontare e subire. In questo saggio Carlotto ripercorre la storia dei desaparecidos, delle Madri, delle Nonne di Plaza de Mayo raccontandoci una pagina terribile della dittatura militare. Una pagina di orrore, di morte, di cadaveri, di sofferenza, di atroci torture, di elettroshock, di unghie strappate, di ossa rotte in nome delle donne che chiedono che giustizia sia fatta e che tutto ciò che hanno vissuto non diventi oblio. Un libro che spacca il cuore, fa lacrimare il cuore, piangere e commuovere. Un ringraziamento speciale a Claudia Pezzetti per averne parlato e avermi spronato a leggerlo.

  7. 4 out of 5

    Grazia Palmisano

    Questo libro mi ha tolto il sonno, la realtà raccontata mi ha tolto la serenità, quel “se lo llevaron” continua a girarmi nelle orecchie. Però l’orrore di una realtà tragica non toglie la necessità di parlarne. Carlotto lo fa in maniera eccellente, con delicatezza, quanto lo si può essere con un argomento pesantissimo come dittatura tortura e desaparecidos, con precisione e grande umanità. Questo romanzo onora l’incredibile forza di donne coraggiose, ma irregolari, in quella che pare la regolarità Questo libro mi ha tolto il sonno, la realtà raccontata mi ha tolto la serenità, quel “se lo llevaron” continua a girarmi nelle orecchie. Però l’orrore di una realtà tragica non toglie la necessità di parlarne. Carlotto lo fa in maniera eccellente, con delicatezza, quanto lo si può essere con un argomento pesantissimo come dittatura tortura e desaparecidos, con precisione e grande umanità. Questo romanzo onora l’incredibile forza di donne coraggiose, ma irregolari, in quella che pare la regolarità argentina, dove è come se nessuno sia scomparso, tutto normale, tutto a posto. Dove non tutti ma parecchi chiudono orecchie e occhi su un orrore che pure sta tutto intorno a tutti. I desaparecidos venivano fatti sparire solo perché si opponevano, solo perché lottavano, come era loro diritto, per avere giustizia e libertà in un Paese che invece applicava esattamente l’opposto. Sparivano solo perché non la pensavano come il governo voleva che pensassero. E tutto nell’ombra, con una repressione illegale, violentissima, impunita. Viene narrata la storia di queste madri di plaza de Mayo, la loro protesta, il modo in cui sono state ignorate dal proprio Paese, dal proprio governo, dai capi religiosi, dai propri connazionali, per i quali erano e sono scomode, come sempre è scomodo chi non ci sta a chiudere bocca e occhi, e continua a parlare di ciò che non si vuole sentire. Ignorate anche a livello internazionale. Hanno dovuto faticare tantissimo per ottenere attenzione, e ancora faticano per ottenere giustizia. Alla fine della lettura non si può non trarre la conclusione che si è trattato di uno sterminio, trentamila persone torturate e scomparse in campi clandestini, cadaveri spariti, sono uno sterminio, sono un crimine tremendo contro l’umanità, che ancora oggi non ha ricevuto la dovuta giustizia. Restiamo impietriti di fronte all’olocausto ma andiamo in Argentina per i mondiali di calcio, invochiamo giustizia e poi facciamo affari sottobanco con chi infligge ingiustizia. Un libro durissimo da leggere perché durissima è la realtà narrata. Realtà, fatico a crederlo, eppure è realtà, vorrei non lo fosse, ma è realtà. Questo libro è da leggere perché per quanto duro, niente lo è più dell’ignorare la verità. Verità che conoscevo in parte, ma non dall’interno, non attraverso gli occhi e il cuore di queste madri e nonne, e di quest’autore, che continua a conquistarmi per la sua incredibile umanità e per le particolari vicende che si trova a vivere, prima, e a narrare, poi. Anche se ogni suo libro per un motivo o per l’altro mi toglie il fiato, andrò avanti. Prossimo libro in programma Nessuna cortesia all’uscita. Il mio tour continua.

  8. 5 out of 5

    Serena.. Sery-ously?

    Il romanzo mi ha fatto fisicamente male e più volte ho dovuto interromperne la lettura.. Quando l'ho finito mi sono chiesta come sia possibile che dei Desaparecidos in Argentina, se ne sappia così poco: parlo per la mia generazione non avendo modo di fare confronti con chi questo periodo l'ha vissuto, ma chiedendo in giro nessuno dei miei amici mi ha risposto: "Sì, ho presente, che vergogna!". Niente, l'oblio.. Il testo di Carlotto dovrebbe essere obbligatorio nei licei, o quantomeno fortemente Il romanzo mi ha fatto fisicamente male e più volte ho dovuto interromperne la lettura.. Quando l'ho finito mi sono chiesta come sia possibile che dei Desaparecidos in Argentina, se ne sappia così poco: parlo per la mia generazione non avendo modo di fare confronti con chi questo periodo l'ha vissuto, ma chiedendo in giro nessuno dei miei amici mi ha risposto: "Sì, ho presente, che vergogna!". Niente, l'oblio.. Il testo di Carlotto dovrebbe essere obbligatorio nei licei, o quantomeno fortemente raccomandato! Io stessa l'ho letto sotto consiglio di un'amica e perché con Carlotto avevo già avuto una buona esperienza ("Arrivederci amore ciao", anche se i due romanzi sono completamente diversi), altrimenti anche io sarei rimasta ignorante :/ Carlotto compie un viaggio in Argentina per scoprire di più su suo nonno che qui vi ha passato una parte della sua vita e finisce per conoscere il 'movimento' delle nonne e delle mamme di Plaza de Mayo, le "Irregolari": sono le nonne e le madri dei desaparecidos del periodo della dittatura argentina (fine anni '70/inizio anni '80) che cercano di scoprire la verità sui loro figli e nipoti e lottano per veder riconosciuti i crimini commessi in quegli anni. L'Horror tour di cui parla è quello che compie sera dopo sera visitando le case dei desaparecidos e - forse ancora più inquietante - di tutti i personaggi del potere che hanno compiuto stragi e porcate, la maggior parte dei quali ancora al potere. Anche per il lettore è un tour dell'orrore, un tour che alla fine di ogni tappa ci fa sentire sporchi, cattivi, 'non abbastanza'. Molte storie sono simili, con torture, uccisioni, cancellazione della memoria, schifezze imperdonabili.. Eppure mi è pianto il cuore per ognuna di loro, impossibile non essere scossi per queste povere anime! Scossa, certo, ma anche arrabbiata, disgustata, senza parole e d'altro canto ammirata e fiera delle Irregolari: donne forti, coraggiose, che non si lasciano intimidire dalla violenza fisica e verbale dei militari.. Il mondo avrebbe bisogno di più persone come loro! Temo di fare un torto al libro con il mio blablabla.. Vi lascio alcuni passaggi che mi sono segnata con il consiglio di rimediare il libro e seguire per voi stessi l'horror tour.. "Quando mi vennero a prendere, una giudice mi disse che dovevamo parlare" mi spiegò Elena, passando il dito sul bordo della tazza. "Io sapevo già di essere stata adottata e quando lei mi raccontò che mio papà e mia mamma non mi avevano abbandonato, come mi era stato detto, ma che erano stati sequestrati, volli sapere due cose: se quelli che io avevo chiamato mamma e papà fino a quel momento ne erano a conoscenza e che cosa era successo esattamente ai miei veri genitori". "Sono più di vent'anni che cerco di avere sue notizie, ma finora non ho trovato né una traccia, né un testimone. Capisce cosa voglio dire?". Non attese la mia risposta e continuò: "E' un inferno vivere così. La dittatura continua a torturarci, noi famigliari, ininterrottamente da vent'anni. Nemmeno il nazismo è arrivato a tanto: alle famiglie degli oppositori politici eliminati veniva sempre comunicato il decesso. "Lo definiscono il tema del duelo, del lutto" spiegò ancora Paz. "Se una madre può stringere tra le braccia, seppellire e piangere il figlio assassinato, riesce a farsene una ragione e a vivere il lutto. Ma se il figlio è desaparecido morto chissà come e sepolto chissà dove, allora la madre non riesce a razionalizzare il lutto e la vita è un dolore continuo… Quando trovavano dei bambini, se non erano morti durante la sparatoria iniziale portavano via anche loro. Raramente li lasciavano ai vicini, o li abbandonavano per strada, oppure davanti ai portoni degli ospedali o degli orfanotrofi. Se erano neonati o molto piccoli, li vendevano o li regalavano a famiglie di militari e poliziotti che non potevano avere figli. Quando però la patota sequestrava una donna incinta, il cattolicissimo esercito argentino, con un controllo medico costante perché non morisse o abortisse a causa delle torture, si premurava di tenerla in vita fino al parto per poi strapparle il neonato partorito su qualche tavolaccio o lurido pavimento di una cella e regalarlo o venderlo al miglior offerente. C'era addirittura un tariffario. I prezzi variavano a seconda della bellezza della madre e del suo stato sociale…". "E poi?". "A quel punto la madre veniva eliminata. Come tutti gli altri". "E le donne sapevano che avrebbero fatto quella fine?". "Sì. Incredibilmente i casi di aborto furono davvero pochi. Sopportarono tutto con grande coraggio, attaccandosi alla vita con le unghie pur di portare a termine la gravidanza. Dare la vita a quei bambini era il loro testamento. Un atto d'amore… E di ribellione…". La tortura più diffusa era la picana, amorevolmente chiamata dai golpisti "la piccola Lulù": elettrodi applicati su tutto il corpo. A un certo punto i sequestrati da interrogare furono così tanti che si dovette inventare la picana automatica, una rete di metallo dove veniva legato il prigioniero che riceveva una scossa elettrica di tre secondi ogni tre secondi per tre ore. Quasi tutte le donne e buona parte degli uomini subirono sevizie sessuali, i militari argentini reintrodussero l'impalamento che i conquistadores avevano soppresso nel 1558. I militari e i loro complici ci disprezzavano, ci chiamavano pazze e ci bastonavano appena possibile. La società argentina fingeva di non accorgersi di noi perché non ci comportavamo come tutte le altre donne. Eravamo considerate, come dire, irregolari, perché avevamo deciso di non accettare la morte dei figli e il rapimento dei nipotini. Molti arrivarono alla crudeltà di tentare di convincerci che non era giusto "traumatizzare" i bambini restituendo loro la vera identità al costo di scoprire che i loro genitori naturali erano stati barbaramente assassinati. "La verità sulla ESMA si seppe grazie a un errore dei militari" raccontò ancora Santiago. "Dimenticarono di eliminare un testimone veramente scomodo: Victor Melchor Basterra. Era rimasto nel campo quasi cinque anni; per non morire aveva collaborato lavorando in un laboratorio di falsificazione dei servizi. Tra il materiale a sua disposizione c'era una macchina fotografica che adoperò clandestinamente per documentare la vita all'interno del campo. Un anno dopo la sua liberazione si presentò alla commissione governativa che indagava sui desaparecidos con una quantità impressionante di prove inconfutabili. Ovviamente non servì a nulla. La democrazia si affrettò a varare due leggi: la prima detta della "ubbidienza dovuta", che sancì l'impunità per il personale militare fino al grado di colonnello; l'altra, chiamata del "punto finale", a protezione degli ufficiali superiori, pose il divieto di istruire nuovi processi". "E tu in che campo sei finita?" domandai cauto. "El Banco. Con mio marito" rispose stancamente. "Quando lo torturavano riconoscevo le sue urla. Duravano esattamente il tempo delle scosse elettriche: tre secondi. Alla fine un urlo durò più a lungo… capii che me lo avevano ammazzato". A pagina undici trovai il pezzo, intitolato "Accumulando delitti". Luis Abelardo Patti era un delinquente confesso che durante la dittatura si era macchiato dei peggiori crimini: sequestri, omicidi, stupri e torture, ma come tutti gli altri era stato amnistiato. Oggi, poteva ancora ricoprire l'incarico di intendente di polizia, solo grazie all'esplicita protezione del presidente Menem e del governatore Duhalde. Si vantava con la stampa di torturare i sospetti e di tenere in cella di sicurezza imputati minorenni fino a quindici giorni, prima di avvertire il giudice.

  9. 4 out of 5

    italiandiabolik

    La vicenda umana è talmente mostruosa, specie se la si colloca alla fine degli anni Settanta / inizio anni Ottanta del secolo scorso, che assomiglia ad un forte pugno allo stomaco. A distanza di alcune settimane dalla lettura di “Tre anni a Buenos Aires” di Osio, ricompare la chiesa cattolica non solo incapace di denunciare, ma volutamente complice dei dittatori. Il pregio di questo libro è la forza documentaria, fornita dai racconti prima manu delle madri degli scomparsi, ma anche i figli ritrov La vicenda umana è talmente mostruosa, specie se la si colloca alla fine degli anni Settanta / inizio anni Ottanta del secolo scorso, che assomiglia ad un forte pugno allo stomaco. A distanza di alcune settimane dalla lettura di “Tre anni a Buenos Aires” di Osio, ricompare la chiesa cattolica non solo incapace di denunciare, ma volutamente complice dei dittatori. Il pregio di questo libro è la forza documentaria, fornita dai racconti prima manu delle madri degli scomparsi, ma anche i figli ritrovati e quelli tuttora dispersi (di alcuni ho scoperto l’epilogo positivo, incluso quello del nipote di Estela Carlotto) segnano un’intera generazione -anzi due, quella dei genitori scomparsi senza futuro, e quella dei figli rapiti, senza passato - ed un’intera nazione, forse non ancora venuta a patti col proprio tragico, recente passato. Le parti sui sogni col nonno e sui passi di tango le ho trovate forzate e poco in linea con il racconto, quasi come quegli inframezzi a sfondo sessuale in certi romanzi di Houellebecq.

  10. 4 out of 5

    Lauracio

    Libro importante per mantenere la memoria di fatti noti ma poco "conosciuti", per prima da me. Un Regime del terrore con tecnica di repressione dei dissidenti chirurgica, studiata nei dettagli, con una complice omertà elevata a sistema per preservare il potere. Forse la parte più importante è proprio, oltre alle storie personali dei desaparecidos, la descrizione della creazione di un metodo talmente funzionale allo scopo da esser pronto per l'esportazione. Interessante anche il ruolo della chies Libro importante per mantenere la memoria di fatti noti ma poco "conosciuti", per prima da me. Un Regime del terrore con tecnica di repressione dei dissidenti chirurgica, studiata nei dettagli, con una complice omertà elevata a sistema per preservare il potere. Forse la parte più importante è proprio, oltre alle storie personali dei desaparecidos, la descrizione della creazione di un metodo talmente funzionale allo scopo da esser pronto per l'esportazione. Interessante anche il ruolo della chiesa, l'accenno ai mondiali del '78 e le vicende di queste Nonne agguerrite. Carlotto mi è parso peró troppo vanesio, una voce a tratti irritante.

  11. 4 out of 5

    Paola

    No, non basta. Volti e nomi, date e portoni. Non basta. Quella del Sudamerica è - ed è stata - una realtà complessa che non si può ridurre a una sfilza di nomi, dimenticando di tratteggiare i caratteri: quelli degli assassini e delle vittime, delle madri, delle nonne e dei figli. Non esiste un horror tour se non si racconta la storia, se non si narrano le azioni. Le torture, i voli della morte: ci hanno mostrato già tutto al cinema. Rimane da scavare a fondo e questo libro non lo fa. E' commoven No, non basta. Volti e nomi, date e portoni. Non basta. Quella del Sudamerica è - ed è stata - una realtà complessa che non si può ridurre a una sfilza di nomi, dimenticando di tratteggiare i caratteri: quelli degli assassini e delle vittime, delle madri, delle nonne e dei figli. Non esiste un horror tour se non si racconta la storia, se non si narrano le azioni. Le torture, i voli della morte: ci hanno mostrato già tutto al cinema. Rimane da scavare a fondo e questo libro non lo fa. E' commovente, senza dubbio. Ma manca di approfondimento sul contesto generale e sulla lotta politica portata avanti da chi è scomparso e da chi è rimasto. No, qualche accenno non basta.

  12. 4 out of 5

    Quad

    Finisci questo libro e la tua vita ti appare improvvisamente inutile e priva di significato. Basta, da domani in strada ci sarà un militante in più, ché il mondo, ahinoi, ne ha un tremendo bisogno.

  13. 5 out of 5

    Cristina

    Sapevo poco di quello successo in Argentina e in altre parti del Sud America. Carlotto riesce ad attirare l'attenzione senza però annoiare.

  14. 5 out of 5

    Cricri

    Questo libro mi ha aperto gli occhi su l'orrore vissuto in Sudamerica, ed in particolare in Argentina, durante le varie dittature ed anche dopo. Carlotto ricostruisce storie, tutte simili ma al tempo stesso uniche, di alcuni desaparecido e delle loro famiglie. Mi è piaciuto molto.

  15. 4 out of 5

    charta

    Di primo acchito quattro stelle. Per stile e storia. "Era meglio prendere una strada sbagliata contro la dittatura che avere ragione obbedendole", scrive Carlotto citando Osvaldo Soriano. Ma pure che " i professionisti della ferocia" sono i vincenti. Non è "solo" la storia dei desaparecidos argentini, una via crucis di infiniti orrori uguali e insieme diversi, anche, anzi in special modo, la contrapposizione fra identità come rifiuto di resa e compromesso, quale ricerca di giustizia in un universo Di primo acchito quattro stelle. Per stile e storia. "Era meglio prendere una strada sbagliata contro la dittatura che avere ragione obbedendole", scrive Carlotto citando Osvaldo Soriano. Ma pure che " i professionisti della ferocia" sono i vincenti. Non è "solo" la storia dei desaparecidos argentini, una via crucis di infiniti orrori uguali e insieme diversi, anche, anzi in special modo, la contrapposizione fra identità come rifiuto di resa e compromesso, quale ricerca di giustizia in un universo abitato da altolocati criminali. Forza motrice una resistenza interna invincibile nonostante tutto. Questo libro è altresì un monumento ad una generazione, quella degli anni Settanta, che in Argentina venne letteralmente polverizzata, mentre in Europa fu "solo" ideologicamente sconfitta. Ma non si esaurisce in questo. La dittatura militare era riuscita ad inventare un modello repressivo di inaudita efficacia, che cercó di esportare. Le aderenze internazionali furono parziali a causa dell'avidità interna, sola ragione della caduta della stessa. Non l'ONU, non le organizzazioni umanitarie, non il papato, rimasto a lungo sordo e indifferente, bensì la cupidigia dei singoli. Carlotto racconta tutto ciò, e racconta di sé, di sogni infranti e guerriglieri indomiti. Della onnipresente CIA, del beneplacito della Chiesa argentina attraverso un romanzo che è mémoire, autobiografia, inchiesta, poesia, onirismo. Ci risparmia statistiche e saggistica e, al contempo, conficca un punteruolo nelle nostre coscienze. Cinque stelle piene. Da A.: E io sottoscrivo il tuo. Marco ha detto il Feb 6, 2010 Questo me lo devo proprio leggere... Chik67 ha detto il Feb 6, 2010 Sì, Piper, non ho resistito e l'ho anteposto ad altre letture. Marco grazie, ma tu hai reso molto meglio il senso del libro. Chik è una lettura splendida, ma molto dolorosa. charta ha detto il Feb 6, 2010 allora appena leggo Dürrenmatt ti chiamo per lo scambio! :-) Piperitapitta ha detto il Feb 8, 2010 Okkappa :-) charta ha detto il Feb 8, 2010 bellissima recensione; ricordo che, appena uscito, ho dovuto leggerlo in due volte perché l'orrore del primo centinaio di pagine mi aveva sopraffatto josé daniel fierro ha detto il Apr 20, 2010 Infatti l'ho letto a puntate. Ma è una testimonianza straordinaria della violenza bestiale, disumana della follia e, per contrasto, dell'umanità autentica, che non si lascia sopraffare e non cede mai. charta ha detto il Apr 20, 2010 Immediatamente nella lista desideri! Ti ringrazio per il commento, molto!! sandrascurani ha detto il Apr 28, 2010 Grazie a te :-) charta ha detto il Apr 28, 2010 Strane opinioni sulla recensione. La qquale è di buon livello anche se la scrittura è meno nitida di altre occasioni ☺ Pertinace scrive nel gruppo"Pert a Sinistra ma non in fondo". E le banche paghino l'IMU ha detto il May 9, 2010 Maestro rimugino a lungo ma poi scrivo di getto, Lei lo sa ;-) charta ha detto il May 20, 2010 Sarò impopolare, ma di Carlotto non sopporto la sintassi, intesa prorio come sintassi. GloriaGloom ha detto il Jul 22, 2010 Rimuovi Non è un purista della lingua, ma qui lo stile giornalistico ci sta tutto. charta ha detto il Jul 22, 2010 p.s. non sei impopolare, anzi viva la dialettica (sennò sai che monotonia... ;-) ) charta ha detto il Jul 22, 2010 Da tempo mi aspetta questo libro . Adesso diviene urgenza!!! Grazie. marinaf ha detto il Sep 17, 2010

  16. 5 out of 5

    Simonetta

    Questo libro tratta un argomento che mi sconvolge da sempre, al pari dell’Olocausto: le dittature sudamericane (in questo caso quella argentina), i desaparecidos, le Nonne di Plaza de Mayo. Persone scomparse nel nulla, di cui si può solo immaginare la tragica e dolorosa fine; neonati strappati alle madri condannate a morte e cresciuti nella famiglia di chi le ha torturate; nonne che, più di 20 anni dopo, cercano ancora i loro nipoti, i figli dei loro figli, disperatamente ma nello stesso tempo se Questo libro tratta un argomento che mi sconvolge da sempre, al pari dell’Olocausto: le dittature sudamericane (in questo caso quella argentina), i desaparecidos, le Nonne di Plaza de Mayo. Persone scomparse nel nulla, di cui si può solo immaginare la tragica e dolorosa fine; neonati strappati alle madri condannate a morte e cresciuti nella famiglia di chi le ha torturate; nonne che, più di 20 anni dopo, cercano ancora i loro nipoti, i figli dei loro figli, disperatamente ma nello stesso tempo senza perdere la speranza. Come al solito Carlotto racconta tutto questo con grande umanità, ricordandoci quanto l’essere umano può essere spietato anche con i propri simili. Attraverso una carrellata di storie, tenta di rendere a quelle persone scomparse un'individualità che le estragga dal mucchio e riconsegni loro un nome, un ideale, un lavoro, una famiglia, una vita. Durante la lettura mi è capitata una gradevole coincidenza, una cosa bella tra tante dolorose tragedie: il quarto capitolo racconta la storia di Abel Madariaga, all’epoca della dittatura attivista del movimento dei Montoneros. Nel gennaio del 1977 sua moglie Silvia Quintela, anche lei attivista e incinta di quattro mesi, viene sequestrata in una località in provincia di Buenos Aires. Viene lasciata in vita fino al parto. Il giorno successivo alla nascita di Francisco, sparisce. Alla fine della dittatura, Abel si unisce alle Nonne di Plaza de Mayo per ritrovare suo figlio Francisco. Il racconto di Abel finisce qui. Leggendo quel nome, Abel Madariaga, ho avuto la sensazione di averlo sentito di recente. Mi sono ricordata di aver letto pochi giorni prima un articolo che racconta di un ragazzo vissuto per 32 anni con il nome di Alejandro Ramiro Gallo, ufficialmente figlio di un ufficiale dell’esercito in servizio, negli anni della dittatura, in una delle squadre della morte. Il ragazzo, una volta adulto, comincia a sospettare seriamente di non essere il figlio di coloro che lo hanno cresciuto; oggi dichiara: “Sono stati 32 anni di angoscia, con tanta violenza. Anni oscuri, durante i quali sentivo dentro un vuoto inspiegabile, come se non appartenessi a quella famiglia”. Si rivolge alle Nonne, che lo invitano a sottoporsi al test del Dna. La scoperta è sconcertante: è Francisco Madariaga Quintela, e oggi lui e il suo vero padre sono inseparabili. Questo libro Carlotto lo ha pubblicato alla fine degli anni ’90. E trovo che sia fantastico che io abbia deciso di leggerlo (senza sapere di cosa parlasse) proprio pochi giorni dopo aver letto quell’articolo. Il destino ha voluto regalarmi una storia a lieto fine tra tante che forse una fine non l’avranno mai. Oppure ne hanno una tutt’altro che lieta. Ringrazio il destino per questa piccola opportunità che mi ha voluto donare e per avermi suggerito che in fondo non sempre tutto è perduto. Va bene, fine dei sentimentalismi. Il racconto di Carlotto ferisce, e spiega anche come la comunità internazionale (compresa quella ecclesiastica) abbia volutamente ignorato il problema e soltanto di recente lo abbia affrontato e riconosciuto. Un libro da leggere.

  17. 5 out of 5

    Carmela Palmieri

    Massimo Carlotto decide di andare in Argentina per scoprire qualcosa in più sul nonno. Arrivato lì conosce parenti argentini di cui non conosceva l'esistenza; una in particolare: Estela de Carlotto. Estela fa parte delle " Nonne di Plaza de Mayo", un'organizzazione argentina per i diritti umani che si occupa di localizzare e restituire i figli dei desaparecidos alle legittime famiglie. Carlotto scopre così di avere dei parenti desaparecidos e una specie di moto di giustizia si impossessa della sua Massimo Carlotto decide di andare in Argentina per scoprire qualcosa in più sul nonno. Arrivato lì conosce parenti argentini di cui non conosceva l'esistenza; una in particolare: Estela de Carlotto. Estela fa parte delle " Nonne di Plaza de Mayo", un'organizzazione argentina per i diritti umani che si occupa di localizzare e restituire i figli dei desaparecidos alle legittime famiglie. Carlotto scopre così di avere dei parenti desaparecidos e una specie di moto di giustizia si impossessa della sua mente. Deciderà di addentrarsi sempre più a fondo e di scoprire più cose possibili sui desaparecidos. Attraverso il soggiorno in Argentina dell'autore conosceremo la storia non solo delle nonne e delle mamme di Plaza de Mayo, ma anche la storia dei loro figli scomparsi, dei metodi di tortura e degli artefici di tale vergogna. Carlotto alterna testimonianze di nonne e madri a viaggi sul pullman dell'horror tour. L'horror tour è un tour notturno in cui ad ogni tappa viene illustrato il rapimento di alcuni desaparecidos e la loro storia. Inizialmente il libro sembra solo una raccolta di testimonianze però, sopratutto verso la fine del libro vediamo eventi che interessano in primis l'autore. Avrei voluto,forse, che l'autore parlasse un po' più di sé. In alcuni punti del libro fa dei discorsi su delle sue esperienze non spiegandole però nel dettaglio. Infatti ho dovuto cercare parecchie informazioni per capire bene a cosa si riferisse. E' come se volesse parlare di sé ma qualcosa lo blocca. Magari è solo una mia impressione, non so. Ecco la lettura di queste mie due settimane. Spero di riprendere il prima possibile il ritmo scolastico e di riuscire a leggere più velocemente. Alla prossima!

  18. 5 out of 5

    GONZA

    Di Carlotto abbiamo già parlato, ma questo non è un romanzo, magari, questo libro parla del viaggio dell'autore in nell'Argentina del 1997 e a ritroso nel tempo e nelle vite di 30.000 persone, che sono scomparse nell'arco di una quindicina di anni e che in altri paesi continuano a scomparire (compresa la Turchia che attualmente vuole entrare in Europa). Le protagoniste di questo libro sono le madri, le nonne e i fijos di Plaza de Mayo che ormai da più di 20 anni girano intorno alla statua con le Di Carlotto abbiamo già parlato, ma questo non è un romanzo, magari, questo libro parla del viaggio dell'autore in nell'Argentina del 1997 e a ritroso nel tempo e nelle vite di 30.000 persone, che sono scomparse nell'arco di una quindicina di anni e che in altri paesi continuano a scomparire (compresa la Turchia che attualmente vuole entrare in Europa). Le protagoniste di questo libro sono le madri, le nonne e i fijos di Plaza de Mayo che ormai da più di 20 anni girano intorno alla statua con le foto dei figli al collo, cercando nipoti nati nei campi di concentramento clandestini (mai visto il film "Garage Olimpo"?) e poi regalati o venduti mentre le loro madri venivano uccise perchè ormai inutili. Meraviglioso pensare che mentre io facevo pazzie per i Simone Le Bon c'erano bambini che superati i dieci anni venivano uccisi, perchè considerati già dei pericolosi ribelli. I ragazzi che poi hanno purtroppo fornito la trama al film "La notte delle matite spezzate" avevano dai 14 ai 18 anni e si erano permessi di chiedere che il loro abbonamento dell'autobus costasse di meno. E poi la chiesa che tace e acconsente, la P2, la Cia e l'operazione Condor, noi italiani che continuiamo a fare affari chiudendo gli occhi e tappandoci il naso e il PCI di Berlinguer che segue la linea russa di appoggio silente, l'amnestia per tutti i militari argentini e Pinochet che fa la bella vita... Una cosa che mi rimarra per sempre di questo libro, oltre all'amaro in bocca, è il fatto che qua in Italia io ero abbastanza grande da capire, ma nessuno aveva niente da spiegarmi. Per favore leggete questo libro, fatelo leggere, spargete la voce, chi non conosce la storia è condannato a riviverla.

  19. 5 out of 5

    Serena Vecchiato

    Ho riletto questo libro dopo quasi 15 anni dalla prima volta in occasione di un recente viaggio in argentina. Non posso che confermarlo come uno dei miei libri piu' cari e che continuero' a consigliare alle persone interessate a questo tema. Il libro parla dell'esperienza che Carlotto fece a buones aires attirato dalla voglia di conoscere la storia di una sua potenziale lontana parente (il nonno visse in argentina per diversi anni) che ricopre la carica di presidente di una delle associazioni di Ho riletto questo libro dopo quasi 15 anni dalla prima volta in occasione di un recente viaggio in argentina. Non posso che confermarlo come uno dei miei libri piu' cari e che continuero' a consigliare alle persone interessate a questo tema. Il libro parla dell'esperienza che Carlotto fece a buones aires attirato dalla voglia di conoscere la storia di una sua potenziale lontana parente (il nonno visse in argentina per diversi anni) che ricopre la carica di presidente di una delle associazioni di madri e avelas che ancora oggi, dopo 40 anni, il giovedì si ritrovano alle 3.30 a Plaza de mayo a buones aires a chiedere giustizia per i loro figli desaparecidos. La memoria a buones aires è ancora nell'aria come racconta Carlotto nel suo tour dell'orrore, ma negli anni la lotta si è estesa a molte altre cause per i diritti umani, ho poi scoperto a buones aires. Oltre a far conoscere in dettaglio questa parte della storia argentina, Carlotto in questo libro è riuscito ad evidenziare alcune caratteristiche tipiche del popolo argentino. Tra tutte, quella che piu' mi ha colpita è la voglia di raccontare che dimostrano i personaggi del libro che molto facilmente si aprono a Carlotto e iniziano a raccontare la loro storia. Questo è successo anche a noi durante il nostro tour a buones aires con le varie persone che abbiamo conosciuto, il che mi ha ancora piu' avvicinata a questo libro. Buona lettura!

  20. 5 out of 5

    Mimonni

    il tema trattato è quello dei desaparecidos, fenomeno agghiacciante accaduto sotto la dittatura militare argentina a cavallo tra gli anni 70 e gli 80. le parti più interessanti sono quelle dedicate alle nonne e alle madri della plaza de majo ( le irregolari di cui si parla nel titolo ). queste donne, anche molto anziane, raccontano storie di desaparecion molto simili tra loro tutte profondamente ingiuste e crudeli e il lungo iter da loro perseguito tuttora per ottenere un minimo di giustizia (la il tema trattato è quello dei desaparecidos, fenomeno agghiacciante accaduto sotto la dittatura militare argentina a cavallo tra gli anni 70 e gli 80. le parti più interessanti sono quelle dedicate alle nonne e alle madri della plaza de majo ( le irregolari di cui si parla nel titolo ). queste donne, anche molto anziane, raccontano storie di desaparecion molto simili tra loro tutte profondamente ingiuste e crudeli e il lungo iter da loro perseguito tuttora per ottenere un minimo di giustizia (la maggior parte dei carnefici di tante torture e desaparecion sono ancora in libertà e impuniti ). a mio parere le parti più romanzate del libro, che dovrebbero avere la funzione di filo conduttore, ne abbassano però l’intensità della vicenda. un’altra cosa che mi ha fatto riflettere è che tutti ci indignamo di questi crimini contro l’umanità a cose fatte e il conoscere tali avvenimenti ( un perpetuo grazie alle coraggiose madri ) non credo potrà fermare analoghi avvenimenti futuri. comunque spero di sbagliarmi, travolta da questo pessimismo.

  21. 4 out of 5

    Ileen

    "Quando hanno portato via i miei figli avevo solo 48 anni e mi sentivo vecchia; oggi ne ho 68 e mi sento 20 anni più giovane perchè ho imparato che l'unica lotta che si perde è quella che sia abbandona." Hebe Pastor de Bonafini Leggete, vi prego, queesto meraviglioso docmento sulle Nonne e le Madri di Plaza de Mayo. Donne che non hanno avuto paura di ricevere le bastonate dei miitari durante la dittatura del 1976, in Argentina. Hanno sopportato abusi, torture, cattiverie ed angherie in nome dei l "Quando hanno portato via i miei figli avevo solo 48 anni e mi sentivo vecchia; oggi ne ho 68 e mi sento 20 anni più giovane perchè ho imparato che l'unica lotta che si perde è quella che sia abbandona." Hebe Pastor de Bonafini Leggete, vi prego, queesto meraviglioso docmento sulle Nonne e le Madri di Plaza de Mayo. Donne che non hanno avuto paura di ricevere le bastonate dei miitari durante la dittatura del 1976, in Argentina. Hanno sopportato abusi, torture, cattiverie ed angherie in nome dei loro figli (30000) desaparecidos. Hanno combattuto, anzi combattono da vent'anni per ottenere giustizia, per vedere marcire in galera chi si è macchiato di atti che fanno concorrenza a quelli di Aushwitz, perchè anche in Argentina ci furono campi di concentramento e di sterminio. Non ci furono forni, ma vuelos de la muerte. Leggetelo perchè in mezzo a quei 30000 scomparsi ci sono migliaia di italiani. Perchè l'Argentina per anni è stata la nostra seconda patria. Leggetelo per non dimenticarli, perchè un crimine di genocidio non deve e non può passare inosservato.

  22. 4 out of 5

    Pepe

    Spesso, una volta terminati, i libri di Carlotto mi lasciano un vago senso d'affanno che permane nel tempo. A maggior ragione ciò vale per questo testo bello e tristissimo. Carlotto prende per mano il lettore, lo guida all'inferno, in uno di quei molti creati dall'uomo su questa terra, gli indica le donne i (pochi) uomini che si sono batturi e si battono contro l'inferno. Sì, perché l'inferno non si è dissolto conla fine della dittatura ma dura tuttora, e se non ha i contorni delle squadracce, h Spesso, una volta terminati, i libri di Carlotto mi lasciano un vago senso d'affanno che permane nel tempo. A maggior ragione ciò vale per questo testo bello e tristissimo. Carlotto prende per mano il lettore, lo guida all'inferno, in uno di quei molti creati dall'uomo su questa terra, gli indica le donne i (pochi) uomini che si sono batturi e si battono contro l'inferno. Sì, perché l'inferno non si è dissolto conla fine della dittatura ma dura tuttora, e se non ha i contorni delle squadracce, ha le fattezze dell'indifferenza, della mancanza di giustizia, dell'assenza dei corpi dei morti e dei vivi (i bambini rapiti dopo l'assassinio dei genitori o partoriti in carcere). Sottotraccia, Le irregolari racconta la storia di una generazione (o meglio, di una sua parte) che, in Argentina come in Cile e in Italia, sognava di cambiare il mondo ed è stata schiacciata.

  23. 4 out of 5

    Franco Vite

    Faccio fatica a trovare le parole per descrivere l'amore che provo per questo libro. La storia del percorso intrapreso da Massimo Carlotto per riscoprire un pezzo della sua famglia e un pezzo, fondamentale, della storia dell'uomo, in una terra affascinante come l'Argentina. La storia delle Madri di Piazza de Majo, le "abuelas", le pazze. Quelle che fin dal 1977, in piena dittatura, iniziarono a pretendere di sapere cosa fosse successo ai propri figli e alle proprie figlie; e ai propri Faccio fatica a trovare le parole per descrivere l'amore che provo per questo libro.<br />La storia del percorso intrapreso da Massimo Carlotto per riscoprire un pezzo della sua famglia e un pezzo, fondamentale, della storia dell'uomo, in una terra affascinante come l'Argentina.<br />La storia delle Madri di Piazza de Majo, le "abuelas", le pazze. Quelle che fin dal 1977, in piena dittatura, iniziarono a pretendere di sapere cosa fosse successo ai propri figli e alle proprie figlie; e ai propri nipoti, strappati alle madri dai criminali dell'esercito argentino, colpevole di 40.000 desaparacidos e oltre 1.000.000 di esuli.<br />Un libro tremendo, imperdibile.

  24. 4 out of 5

    Giulia Cavallari

    Ho letto questo libro tutto d'un fiato, come ipnotizzata. Lo stile di Carlotto deve avere qualcosa di speciale per tenerti attaccato al libro, ma il motivo per cui consiglio a tutti questo libro è l'argomento. Una storia così recente le dittature e i golpe del sudamerica, ma che non viene insegnata a scuola, quasi fosse di serie B, o fosse prematuro schierarsi e condannarla. Il libro in se è soddisfacente, ma in un lettore come me, non preparato sull'argomento, suscita il desiderio di saperne di Ho letto questo libro tutto d'un fiato, come ipnotizzata. Lo stile di Carlotto deve avere qualcosa di speciale per tenerti attaccato al libro, ma il motivo per cui consiglio a tutti questo libro è l'argomento. Una storia così recente le dittature e i golpe del sudamerica, ma che non viene insegnata a scuola, quasi fosse di serie B, o fosse prematuro schierarsi e condannarla. Il libro in se è soddisfacente, ma in un lettore come me, non preparato sull'argomento, suscita il desiderio di saperne di più e continuare a leggere.

  25. 4 out of 5

    Cristian

    Al solito, dal grande Carlotto mi aspetto una grande lettura. Immancabilmente. E così è stato. Carlotto a mio parere scrive sempre dei piccoli grandi capolavori, e questa storia, molto personale che si discosta dal ciclo Alligatore e dai suo romanzi noir, non è da meno. Anzi. Un romanzo inchiesta o meglio un romanzo denuncia di una strage fin troppo ignorata dai più, e di una crudeltà incredibile. Carlotto pare dare ancor di più in queste storie. Perché le "Sente". Uno scrittore unico forse tra i Al solito, dal grande Carlotto mi aspetto una grande lettura. Immancabilmente. E così è stato. Carlotto a mio parere scrive sempre dei piccoli grandi capolavori, e questa storia, molto personale che si discosta dal ciclo Alligatore e dai suo romanzi noir, non è da meno. Anzi. Un romanzo inchiesta o meglio un romanzo denuncia di una strage fin troppo ignorata dai più, e di una crudeltà incredibile. Carlotto pare dare ancor di più in queste storie. Perché le "Sente". Uno scrittore unico forse tra i migliori in Italia.

  26. 5 out of 5

    Diana

    Un orrore di tipo diverso da quello letterario, forse, ma ugualmente terribile e che colpisce dritto allo stomaco. Qui si parla dei desaparecidos argentini, di uomini, donne e bambini scomparsi nel periodo della dittatura e mai più ritrovati. Si racconta delle mamme e dell nonne di plaza de Mayo e delle loro infaticabili battaglie per avere notizie dei figli morti e delle loro indagini per ritrovare i nipoti nati nelle carceri e consegnati a famiglie del regime. Un libro importante e toccante. C Un orrore di tipo diverso da quello letterario, forse, ma ugualmente terribile e che colpisce dritto allo stomaco. Qui si parla dei desaparecidos argentini, di uomini, donne e bambini scomparsi nel periodo della dittatura e mai più ritrovati. Si racconta delle mamme e dell nonne di plaza de Mayo e delle loro infaticabili battaglie per avere notizie dei figli morti e delle loro indagini per ritrovare i nipoti nati nelle carceri e consegnati a famiglie del regime. Un libro importante e toccante. Consigliatissimo.

  27. 4 out of 5

    Martina Sartor

    le donne... sopportarono tutto con grande coraggio, attaccandosi alla vita con le unghie... Dare la vita a quei bambini era il loro testamento. Un atto d'amore... E di ribellione. Queste parole mi sono rimaste nel cuore, perché Carlotto racconta la ferocia della dittatura argentina dal punto di vista delle donne, di quello che successe a tutti i desaparecidos e di quanto hanno fatto e lottato le loro Madri e le loro Nonne. Storie tragiche e raccapriccianti, a volte, che fanno dire no, no, no a qu le donne... sopportarono tutto con grande coraggio, attaccandosi alla vita con le unghie... Dare la vita a quei bambini era il loro testamento. Un atto d'amore... E di ribellione. Queste parole mi sono rimaste nel cuore, perché Carlotto racconta la ferocia della dittatura argentina dal punto di vista delle donne, di quello che successe a tutti i desaparecidos e di quanto hanno fatto e lottato le loro Madri e le loro Nonne. Storie tragiche e raccapriccianti, a volte, che fanno dire no, no, no a qualsiasi forma di repressione. Carlotto arriva dritto al cuore e all'anima del lettore.

  28. 4 out of 5

    Antonella

    Si te paso al lado levantate por favor hablame dulcemente como un tiempo yo sigo viviendo para no olvidarte y no perdono al capitan http://www.youtube.com/watch?v=_npGmn... Poco sapevo dei desaparecido argentini e nulla di quelli cileni, peruviani, curdi e del resto del mondo in genere. Poco sappiamo noi italiani eppure tanti nostri connazionali sono rimasti vittime di questo empio modo di ridurre l'opposizione al silenzio. Ancora una volta gli uomini al potere riescono a dimostrare la loro meschineri Si te paso al lado levantate por favor hablame dulcemente como un tiempo yo sigo viviendo para no olvidarte y no perdono al capitan http://www.youtube.com/watch?v=_npGmn... Poco sapevo dei desaparecido argentini e nulla di quelli cileni, peruviani, curdi e del resto del mondo in genere. Poco sappiamo noi italiani eppure tanti nostri connazionali sono rimasti vittime di questo empio modo di ridurre l'opposizione al silenzio. Ancora una volta gli uomini al potere riescono a dimostrare la loro meschineria...

  29. 5 out of 5

    Ros Ds

    Immagini forti, dettagli agghiaccianti di torture che farebbero impallidire i campi di concentramento nazisti.. Un tour nelle storie mai raccontate dell'argentina della disparicion. Si puo rimanere choccati da alcuni capitoli ma di certo si impara qualcosa di piu su una parte di storia che sembra essere stata in parte insabbiata.

  30. 5 out of 5

    Raffaele

    Magniloquente e retorico, come le sue malinconie da borghese che voleva fare il rivoluzionario. Però il libro si legge velocemente. Salvo accorgermi, quando l'ho riposto in libreria, che ne avevo un'altra copia letta nel 2001: senza che me ne ricordassi neanche una frase ...

Add a review

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Loading...
We use cookies to give you the best online experience. By using our website you agree to our use of cookies in accordance with our cookie policy.