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? Il paradosso dell'ignoranza da Socrate a Google

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Perché quel sorriso, lettore? Sapere ti rende felice. Credi di conoscere tutto quello che ti circonda: le app nel tuo cellulare sono in grado di dirti che tempo farà da oggi a due settimane, arrivano a pronosticare il vincitore del prossimo campionato di serie A. Chi ha inventato Internet? Google è Dio? Perché le persone non mi vogliono? Cosa mangiano le tartarughe? Ridi p Perché quel sorriso, lettore? Sapere ti rende felice. Credi di conoscere tutto quello che ti circonda: le app nel tuo cellulare sono in grado di dirti che tempo farà da oggi a due settimane, arrivano a pronosticare il vincitore del prossimo campionato di serie A. Chi ha inventato Internet? Google è Dio? Perché le persone non mi vogliono? Cosa mangiano le tartarughe? Ridi pure, lettore: queste domande le hai poste proprio tu, e un programma di analisi ora le sta condividendo con il mondo intero. Eppure non sai che non sei tu a conoscere il mondo, ma è il mondo a conoscere tutto di te.


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Perché quel sorriso, lettore? Sapere ti rende felice. Credi di conoscere tutto quello che ti circonda: le app nel tuo cellulare sono in grado di dirti che tempo farà da oggi a due settimane, arrivano a pronosticare il vincitore del prossimo campionato di serie A. Chi ha inventato Internet? Google è Dio? Perché le persone non mi vogliono? Cosa mangiano le tartarughe? Ridi p Perché quel sorriso, lettore? Sapere ti rende felice. Credi di conoscere tutto quello che ti circonda: le app nel tuo cellulare sono in grado di dirti che tempo farà da oggi a due settimane, arrivano a pronosticare il vincitore del prossimo campionato di serie A. Chi ha inventato Internet? Google è Dio? Perché le persone non mi vogliono? Cosa mangiano le tartarughe? Ridi pure, lettore: queste domande le hai poste proprio tu, e un programma di analisi ora le sta condividendo con il mondo intero. Eppure non sai che non sei tu a conoscere il mondo, ma è il mondo a conoscere tutto di te.

30 review for ? Il paradosso dell'ignoranza da Socrate a Google

  1. 4 out of 5

    L'indifferente

    Sarebbero tre stelline e mezzo ma arrotondo con piacere per eccesso, data l'oggettiva e innegabile qualità della ricerca e la dedizione evidente dietro la stesura. In questo senso è difficile pensare di muovere critiche a Sgobba: è presa come fonte una moltitudine di testi che spaziano in ambiti anche abbastanza variegati e l'utilizzo stesso delle fonti è eccellente. Personalmente ho trovato pesantuccia e talvolta semplicemente noiosa la prima parte, o meglio l'ho trovata pesantuccia nei momenti Sarebbero tre stelline e mezzo ma arrotondo con piacere per eccesso, data l'oggettiva e innegabile qualità della ricerca e la dedizione evidente dietro la stesura. In questo senso è difficile pensare di muovere critiche a Sgobba: è presa come fonte una moltitudine di testi che spaziano in ambiti anche abbastanza variegati e l'utilizzo stesso delle fonti è eccellente. Personalmente ho trovato pesantuccia e talvolta semplicemente noiosa la prima parte, o meglio l'ho trovata pesantuccia nei momenti in cui raccoglie e presenta (anche dettagliamente) teorie legate all'epistemologia o quanto meno alla filosofia in genere; che può essere interessante per un po', però poi se l'ambito ti interessa solo relativamente... eh, finisce col diventare tedioso. La seconda metà è esattamente ciò che mi aspettavo e che volevo da questo testo e l'ho trovata straordinaria. Mi ha insegnato (un po' paradossalmente) tante cose e mi ha dato tanti spunti su cui ragionare. In generale un bel testo, consigliato spassionatamente a chi mastica con piacere testi di filosofia; consigliato anche gli altri, ma con qualche riserva in più.

  2. 5 out of 5

    Celeste - Una stanza tutta per me

    Mi sento perennemente ignorante. Ebbene sì. Non so moltissime cose, e quando provo a colmare le mie lacune, mi rendo conto di sapere ancora meno di prima. È una problematica che mi accompagna da tutta la vita, dunque naturalmente sono stata attirata da questo saggio di Antonio Sgobba sull'ignoranza. Prima di tutto: cos'è l'ignoranza, e perché dobbiamo o non dobbiamo combatterla? In seguito: l'ignoranza è dannosa? e se no, perché viene trattata come una malattia contagiosa? Chi è ignorante, chi n Mi sento perennemente ignorante. Ebbene sì. Non so moltissime cose, e quando provo a colmare le mie lacune, mi rendo conto di sapere ancora meno di prima. È una problematica che mi accompagna da tutta la vita, dunque naturalmente sono stata attirata da questo saggio di Antonio Sgobba sull'ignoranza. Prima di tutto: cos'è l'ignoranza, e perché dobbiamo o non dobbiamo combatterla? In seguito: l'ignoranza è dannosa? e se no, perché viene trattata come una malattia contagiosa? Chi è ignorante, chi non lo è? Ma soprattutto: è veramente possibile NON essere ignorante, e perché dovremmo desiderarlo? Ho trovato dentro questo libro moltissime risposte e altrettanti spunti di riflessione, raccontati con serietà e l'occasionale occhiolino sarcastico che adoro trovare nei saggi. Consigliato, consigliatissimo.

  3. 4 out of 5

    Riccardo Riboli

    Un ottimo saggio illuminante e approfondito : dopo un’introduzione accattivante , la parte iniziale e’ forse un po troppo teorica e specifica anche se propedeutica per la seconda , che invece ingrana e ti tiene incollato alle pagine . Per chi e’ interessato alla filosofia del non sapere , imperdibile.

  4. 5 out of 5

    Luca

    Paradossalmente, letto questo libro, ho imparato cose nuove e per questo so di essere più ignorante, perché mi si è aperto un mondo di conoscenza non conosciuta. Sarebbe da 5 stelle, se non fosse che in alcune parti è un po' pesante e troppo accademico.

  5. 5 out of 5

    Valentina

    a vastità delle conoscenze è inconoscibile, non si può sapere sempre tutto, più si studia e più si conosce. Si tratta di semplici affermazioni che riflettono alcune verità dell’esistenza dell’uomo. Infatti quanto è vero che, in generale, l’uomo ha sete di conoscenza, è anche vero che non riuscirà mai a esplorare tutti i campi del sapere e ci sarà sempre qualcosa che gli rimarrà ignoto. In quest’ottica la conoscenza e l’ignoranza vanno di pari passo e sono persino complementari: al crescere della a vastità delle conoscenze è inconoscibile, non si può sapere sempre tutto, più si studia e più si conosce. Si tratta di semplici affermazioni che riflettono alcune verità dell’esistenza dell’uomo. Infatti quanto è vero che, in generale, l’uomo ha sete di conoscenza, è anche vero che non riuscirà mai a esplorare tutti i campi del sapere e ci sarà sempre qualcosa che gli rimarrà ignoto. In quest’ottica la conoscenza e l’ignoranza vanno di pari passo e sono persino complementari: al crescere della propria conoscenza, cresce anche proporzionalmente (ma non per forza) la propria ignoranza. Eppure si tende spesso a parlare del lato buono della medaglia piuttosto che di quello cattivo, ma per una volta la prospettiva si ribalta: in “? Il paradosso dell’ignoranza” Antonio Sgobba disquisisce sullo stigma della società, l’ignoranza, che pure va tanto di moda oggigiorno. Come ogni cosa, anche l’ignoranza ha radici profonde e l’autore ci porta così alla sua scoperta, partendo dal movimento americano “Know nothing”, nato negli Stati Uniti a metà del XIX secolo, passando per l’Italia fino ad arrivare ai giorni nostri, dove abbiamo l’impressione di poter sapere tutto in qualsiasi momento, grazie a Internet, che diventa però da opportunità anche un impedimento. Recensione completa su: https://cocktaildilibri.globewanderin...

  6. 4 out of 5

    alessandro

    L'argomento trattato è molto interessante e per certi versi sorprendente, non sapevo di non sapere il significato di ignoranza! C'è tanta filosofia (di cui qualcosa ricordavo dai tempi del liceo, Popper in particolare) ma ci sono anche tanti aneddoti curiosi ed esempi molto attuali (anche la celeberrima "gaffe" a L'eredità) ad alleggerire la lettura. Probabilmente il lettore meno smaliziato troverà noiosi i vari "pipponi" filosofici ma è una lettura che consiglio a tutti (almeno il Prologo, dai... L'argomento trattato è molto interessante e per certi versi sorprendente, non sapevo di non sapere il significato di ignoranza! C'è tanta filosofia (di cui qualcosa ricordavo dai tempi del liceo, Popper in particolare) ma ci sono anche tanti aneddoti curiosi ed esempi molto attuali (anche la celeberrima "gaffe" a L'eredità) ad alleggerire la lettura. Probabilmente il lettore meno smaliziato troverà noiosi i vari "pipponi" filosofici ma è una lettura che consiglio a tutti (almeno il Prologo, dai...)

  7. 4 out of 5

    Sibil

    3.5 stars This book was a really interesting reading, and it gives you a lot of interesting food for thoughts. It's a book about ignorance, and the author talks about the different kinds of ignorance, about the studies that people did during the history about ignorance, and about the social and economic and political impact of the ignorance. I loved some chapters, and I found boring others, but all in all, it's a really interesting reading.

  8. 4 out of 5

    Gatto Mentecatto

    (...) 4.5-5/10

  9. 4 out of 5

    Giulia Perrotta

    Molto pesante, troppo approfondita la parte filosofica che rischia di far perdere un lettore ignorante sull'argomento. Peccato.

  10. 4 out of 5

    Giovanni

  11. 4 out of 5

    Chiara Albanese

  12. 5 out of 5

    Soujanya

  13. 4 out of 5

    EstherGreenwood

  14. 4 out of 5

    Agnese Motta

  15. 5 out of 5

    Sofia Natella

  16. 5 out of 5

    Silvia

  17. 4 out of 5

    Giuseppe Perelli

  18. 5 out of 5

  19. 4 out of 5

    Gianni Jan

  20. 4 out of 5

    Camilla Roselli

  21. 4 out of 5

    Erictò

  22. 5 out of 5

    Goffredo

  23. 5 out of 5

    Iris Lipari

  24. 4 out of 5

    Dario

  25. 4 out of 5

    Andrea Soprani

  26. 5 out of 5

    Chiara

  27. 5 out of 5

    Leonardo

  28. 5 out of 5

    Anna von G.

  29. 4 out of 5

    Kamesen

  30. 4 out of 5

    Alessandro

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