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A Babbo morto: Una storia di Natale

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Natale… i regali, il cenone, i parenti… ma ci avete mai pensato alle condizioni di lavoro dei folletti nella fabbrica di Babbo Natale? Zerocalcare sì, e vi racconta per la prima volta la scabrosa verità dietro al business della consegna dei regali. Bonus! Le anziane rider della Befana scioperano insieme ai minatori sardi (le cui miniere di carbone vengono chiuse perché nel Natale… i regali, il cenone, i parenti… ma ci avete mai pensato alle condizioni di lavoro dei folletti nella fabbrica di Babbo Natale? Zerocalcare sì, e vi racconta per la prima volta la scabrosa verità dietro al business della consegna dei regali. Bonus! Le anziane rider della Befana scioperano insieme ai minatori sardi (le cui miniere di carbone vengono chiuse perché nelle calze i bambini preferiscono trovare gli orsetti gommosi), per ottenere migliori condizioni di lavoro! Un libro a metà tra favola (cinica) illustrata e fumetto, magistralmente colorato da Alberto Madrigal. Quando finirete di leggerlo vi ripeterete ad alta voce che Babbo Natale non esiste per sentirvi meno tristi!


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Natale… i regali, il cenone, i parenti… ma ci avete mai pensato alle condizioni di lavoro dei folletti nella fabbrica di Babbo Natale? Zerocalcare sì, e vi racconta per la prima volta la scabrosa verità dietro al business della consegna dei regali. Bonus! Le anziane rider della Befana scioperano insieme ai minatori sardi (le cui miniere di carbone vengono chiuse perché nel Natale… i regali, il cenone, i parenti… ma ci avete mai pensato alle condizioni di lavoro dei folletti nella fabbrica di Babbo Natale? Zerocalcare sì, e vi racconta per la prima volta la scabrosa verità dietro al business della consegna dei regali. Bonus! Le anziane rider della Befana scioperano insieme ai minatori sardi (le cui miniere di carbone vengono chiuse perché nelle calze i bambini preferiscono trovare gli orsetti gommosi), per ottenere migliori condizioni di lavoro! Un libro a metà tra favola (cinica) illustrata e fumetto, magistralmente colorato da Alberto Madrigal. Quando finirete di leggerlo vi ripeterete ad alta voce che Babbo Natale non esiste per sentirvi meno tristi!

30 review for A Babbo morto: Una storia di Natale

  1. 5 out of 5

    Luca Masera

    Una favola di Natale in chiave thriller documentaristico, a metà tra Il Canto di Natale e una critica sociale che va da un omicidio al Polo Nord alle condizioni di lavoro delle miniere di carbone in Sardegna. Molto diverso l'approccio alla storia di Zerocalcare rispetto al solito, più crudo, a tratti anche a tinte fosche, anche se l'umorismo resta sempre quello (con picchi altissimi). Davvero splendidi i colori di Alberto Madrigal. Lettura natalizia squisitamente per adulti, molto veloce, con il p Una favola di Natale in chiave thriller documentaristico, a metà tra Il Canto di Natale e una critica sociale che va da un omicidio al Polo Nord alle condizioni di lavoro delle miniere di carbone in Sardegna. Molto diverso l'approccio alla storia di Zerocalcare rispetto al solito, più crudo, a tratti anche a tinte fosche, anche se l'umorismo resta sempre quello (con picchi altissimi). Davvero splendidi i colori di Alberto Madrigal. Lettura natalizia squisitamente per adulti, molto veloce, con il pregio di saper parlare di argomenti seri e forti ma in modo surreale e "favoloso".

  2. 4 out of 5

    Gianfranco Mancini

    Avevo comprato A babbo morto un paio di mesi fa, prefissandomi di aspettare fino a Natale e leggerlo sganasciandomi dalle risate... invece tra critica sociale, denuncia ed humour nero, mi ha fatto venire un gran magone. Un vero e proprio colpo basso mascherato da racconto natalizio che, tra un [email protected]@[email protected]€u£o ed un [email protected]£1mor¥@€€1¥[email protected], volevo quasi buttare per terra l'albero in salone... (view spoiler)[A parte la bomba scoppiata in faccia al povero Giacomino Bevilacqua con tanto di cappellino raffiguran Avevo comprato A babbo morto un paio di mesi fa, prefissandomi di aspettare fino a Natale e leggerlo sganasciandomi dalle risate... invece tra critica sociale, denuncia ed humour nero, mi ha fatto venire un gran magone. Un vero e proprio colpo basso mascherato da racconto natalizio che, tra un [email protected]@[email protected]€u£o ed un [email protected]£1mor¥@€€1¥[email protected], volevo quasi buttare per terra l'albero in salone... (view spoiler)[A parte la bomba scoppiata in faccia al povero Giacomino Bevilacqua con tanto di cappellino raffigurante A Panda piace, là ho sghignazzato proprio stile Muttley. (hide spoiler)] Peccato per la brevità, a voler pensar male può sembrare quasi un volume incompleto raffazzonato a tempo di record dalla Bao per far quattrini sulla scia dello splendido Scheletri, anche se probabilmente non è così. Una stellina in più perchè a Natale siamo tutti più buoni. Quasi tutti.

  3. 5 out of 5

    Anna

    Cinica, brutale, catartica. La storia di Natale che tutti gli adulti dovrebbero leggere in un mondo che la vive tutti i giorni.

  4. 5 out of 5

    Tanabrus

    Una storia natalizia... atipica, si potrebbe dire. Quantomeno. Prendendo spunto da tematiche festive come Babbo Natale, i folletti, il polo nord, la consegna dei regali, la Befana, ma anche il topino dei denti e il coniglio pasquale, passa con agilità alla critica sociale: sfruttamento dei lavoratori, abusi della polizia, scontri con i manifestanti, terrorismo, i tempi che cambiano, le multinazionali, il razzismo... ti ritrovi a ridere quasi tuo malgrado in determinate scene, o leggendo le note di Una storia natalizia... atipica, si potrebbe dire. Quantomeno. Prendendo spunto da tematiche festive come Babbo Natale, i folletti, il polo nord, la consegna dei regali, la Befana, ma anche il topino dei denti e il coniglio pasquale, passa con agilità alla critica sociale: sfruttamento dei lavoratori, abusi della polizia, scontri con i manifestanti, terrorismo, i tempi che cambiano, le multinazionali, il razzismo... ti ritrovi a ridere quasi tuo malgrado in determinate scene, o leggendo le note di Calcare, e te ne senti un poco in colpa. Il tutto senza una vera struttura a "storia", senza una trama organica... ogni tanto un paio di pagine di fumetti, più spesso un'immagine in stile natalizio a tutta pagina seguita da una pagina di breve didascalia che la spiega (e a volte, in calce, abbiamo la nota del professor Calcare). Un formato abbastanza atipico ma che funziona bene in questo caso.

  5. 4 out of 5

    metempsicoso

    È un regalo di Natale. Arriva a poche settimane dalla nuova uscita "Scheletri", cosa molto insolita per Zerocalcare, e come un regalo inaspettato va preso. Alla fine di un anno faticoso, in prospettiva delle feste che faticose (e spesso fastidiose) sono a prescindere, è un piccolo pensiero gentile. Un po' raffazzonato, sbrigativo ma pieno di affetto. Zerocalcare è un po' quell'amico che arriva il giorno della Vigilia tutto trafelato con un sacchetto di biscotti "homemade" e bruciacchiati. Gli si È un regalo di Natale. Arriva a poche settimane dalla nuova uscita "Scheletri", cosa molto insolita per Zerocalcare, e come un regalo inaspettato va preso. Alla fine di un anno faticoso, in prospettiva delle feste che faticose (e spesso fastidiose) sono a prescindere, è un piccolo pensiero gentile. Un po' raffazzonato, sbrigativo ma pieno di affetto. Zerocalcare è un po' quell'amico che arriva il giorno della Vigilia tutto trafelato con un sacchetto di biscotti "homemade" e bruciacchiati. Gli si vuole bene a prescindere. Alla fine, queste sono una serie di vignette legate sì da un tema, ma non abbastanza da creare una narrazione. Divertenti, a tratti geniali, ma un po' senza capo, né - soprattutto - coda. Eppure, credo che anche in questo libricino che tiene compagnia al massimo per quindici minuti, emerga l'intelligenza di Zerocalcare. Il suo occhio arguto, la sua capacità di buttare su carta il peggior cinismo e comunque di strapparti un sorriso. E sì, fa satira. E sì, racconta un mondo che va in modo sempre più strano e una generazione che lo guarda perplesso senza sapere cosa fare. È un fenomeno strano, Zerocalcare. Paradossalmente funziona perché non dovrebbe funzionare e perché nel "non funzionare" comunica e va a segno. Quindi? Quindi questo non è il miglior Calcare di sempre, ma è comunque un piccolo gioiellino per fan e collezionisti. d Da sfogliare con le odiose canzoncine di Natale in sottofondo, mentre i parenti stanno per suonare alla porta.

  6. 4 out of 5

    GONZA

    Zerocalcare al suo meglio, tra ironia e cronaca con un occhio critico al futuro. Mi fa quasi impressione ridere delle sue tavole ogni tanto, tipo spaccarsi dalle risate guardando Schindler's list.... Zerocalcare al suo meglio, tra ironia e cronaca con un occhio critico al futuro. Mi fa quasi impressione ridere delle sue tavole ogni tanto, tipo spaccarsi dalle risate guardando Schindler's list....

  7. 5 out of 5

    Matteo

    Pasquale Coniglio amico delle guardie

  8. 5 out of 5

    Amalia D'Anna

    [Ascoltato su Storytel] Zerocalcare è immerso nel nostro tempo come pochi. Forse verrà un giorno in cui gli darò meno di 5 stelline, ma non è questo il giorno. La metafora natalizia per raccontare i soprusi della polizia, il razzismo, le bugie, lo sfruttamento dei lavoratori... G E N I A L E. Tutto reso fantastico dalle voci di Neri Marcorè e Caterina Guzzanti ovviamente.

  9. 5 out of 5

    Brigida Bocchetti

    Mi duole dirlo, ma si tratta unicamente di una trovata commerciale pensata a tavolino per cavalcare l'onda dovuta all'hype generato da Scheletri. La trama non esiste, sono solo diverse scenette di satira che non hanno senso alcuno. Una grandissima delusione. Mi duole dirlo, ma si tratta unicamente di una trovata commerciale pensata a tavolino per cavalcare l'onda dovuta all'hype generato da Scheletri. La trama non esiste, sono solo diverse scenette di satira che non hanno senso alcuno. Una grandissima delusione.

  10. 5 out of 5

    Massimo

    Corto e veloce da leggere. Dietro una storia semplice e nota viene costruito un mondo che rispecchia tanti problemi della società odierna (violenza gratuita, razzismo e tanto altro). Alla fine, non è un testo per ridere e divertirsi, anzi ...

  11. 5 out of 5

    Fedezux

    Genio.

  12. 5 out of 5

    Elena (and the books)

    Giustizia per Gaetano il folletto.

  13. 5 out of 5

    Martina

    Non ho capito niente però ACAB

  14. 4 out of 5

    Giada

    Geniale. Zerocalcare ancora una volta non delude; attraverso una storia di Natale (inizia con la morte di Babbo Natale) racconta la nostra società. Una fiaba che tutti gli adulti dovrebbero leggere: amara e schietta, ma che amerai per la sua veridicità.

  15. 5 out of 5

    Gaia

    Regà, è Zerocalcare, che vuoi dire di più?!

  16. 5 out of 5

    Iris

    Zerocalcare is the only man ever

  17. 4 out of 5

    Suni

    Zerocalcare disegna un po' di tavole di denuncia senza una vera e propria finalità, la Bao fiuta il colpaccio ed ecco "il libro di Natale di Zerocalcare", che, a poche settimane dall'uscita di Scheletri, va a rafforzare l'egemonia dell'autore e della sua casa editrice nel panorama del fumetto italiano. Non che ci sia niente di sbagliato eh, anzi a me pare chiaro che con le vagonate di quattrini che fanno con questo autore poi si possono prendere eventuali rischi di pubblicare esordienti, fumettis Zerocalcare disegna un po' di tavole di denuncia senza una vera e propria finalità, la Bao fiuta il colpaccio ed ecco "il libro di Natale di Zerocalcare", che, a poche settimane dall'uscita di Scheletri, va a rafforzare l'egemonia dell'autore e della sua casa editrice nel panorama del fumetto italiano. Non che ci sia niente di sbagliato eh, anzi a me pare chiaro che con le vagonate di quattrini che fanno con questo autore poi si possono prendere eventuali rischi di pubblicare esordienti, fumettisti di nicchia e cose così. E per tornare al libro in questione è molto bello, con quel qualcosa in più che hanno le opere di ZC quando si fa militante e racconta di argomenti che ha a cuore. Certo è che è molto breve e NON è un libro di Natale nell'accezione che un pubblico non particolarmente attento potrebbe aver inteso.

  18. 5 out of 5

    Marika

    Non ho mai letto nulla di Zerocalcare, e ho voluto iniziare con questa nuovissima uscita che si addice al periodo! Zerocalcare è famoso per la sua forte critica sociale, e queste 80 pagine sono impregnate di riferimenti e denunce. Tratta delle condizioni dei lavoratori, la corruzione, il degrado di certi personaggi. E voi direte, tutto questo in così poche pagine? Ebbene sì, all’autore bastano poche battute, delle tavole in bianco e nero, e dei personaggi ben caratterizzati, per poter far arriva Non ho mai letto nulla di Zerocalcare, e ho voluto iniziare con questa nuovissima uscita che si addice al periodo! Zerocalcare è famoso per la sua forte critica sociale, e queste 80 pagine sono impregnate di riferimenti e denunce. Tratta delle condizioni dei lavoratori, la corruzione, il degrado di certi personaggi. E voi direte, tutto questo in così poche pagine? Ebbene sì, all’autore bastano poche battute, delle tavole in bianco e nero, e dei personaggi ben caratterizzati, per poter far arrivare forte e chiaro il suo messaggio.

  19. 4 out of 5

    Anna

    This review has been hidden because it contains spoilers. To view it, click here. Il titolo geniale mi ha completamente tratta in inganno: mi aspettavo di gustare un bastoncino di zucchero e mi sono trovata in bocca una caramella molto, molto amara. Metafora ironica (ma neanche tanto) che richiama l'attenzione su verità sgrdevoli, che adombra una visione del mondo talmente cupa da oscurare qualsiasi intento comico, ammesso che ci fosse. Morale: ouch. Finale un po' abbozzato, belli sempre i disegni. Il titolo geniale mi ha completamente tratta in inganno: mi aspettavo di gustare un bastoncino di zucchero e mi sono trovata in bocca una caramella molto, molto amara. Metafora ironica (ma neanche tanto) che richiama l'attenzione su verità sgrdevoli, che adombra una visione del mondo talmente cupa da oscurare qualsiasi intento comico, ammesso che ci fosse. Morale: ouch. Finale un po' abbozzato, belli sempre i disegni.

  20. 5 out of 5

    Antonino Pintacuda

    Dopo il mirabile "Scheletri" questa qui sembra un'operazione che spinge al limite della decenza. Qualche vignetta, illustrazioni, una storia puntellata di "fun-facts" per rimpolparla. Ascoltato anche la versione audiolibro con le splendide interpretazioni di Neri Marcoré e Caterina Guzzanti. Dimenticabile. Dopo il mirabile "Scheletri" questa qui sembra un'operazione che spinge al limite della decenza. Qualche vignetta, illustrazioni, una storia puntellata di "fun-facts" per rimpolparla. Ascoltato anche la versione audiolibro con le splendide interpretazioni di Neri Marcoré e Caterina Guzzanti. Dimenticabile.

  21. 4 out of 5

    Enza Reina

    Bravi tutti. Quando dici le metafore. Ci sono tutte le schifezze nascoste sotto il tappeto negli ultimi dieci anni e più della nostra storia. Sublimate dai personaggi più innocui della nostra fantasia.

  22. 4 out of 5

    Marzia

    Una delusione

  23. 4 out of 5

    Corinna

    Non do stelline stavolta, è stata una lettura così bislacca che non so farmi un'idea precisa.. mi è piaciuta? Sì. Ha lasciato il segno? Non direi. Ho letto di meglio di Zerocalcare? Decisamente sì. Di favola natalizia c'è ben poco.. Questa volta Zerocalcare non si risparmia sulla critica sociale. Come al solito si ride, ma ti fermi anche a riflettere. Non do stelline stavolta, è stata una lettura così bislacca che non so farmi un'idea precisa.. mi è piaciuta? Sì. Ha lasciato il segno? Non direi. Ho letto di meglio di Zerocalcare? Decisamente sì. Di favola natalizia c'è ben poco.. Questa volta Zerocalcare non si risparmia sulla critica sociale. Come al solito si ride, ma ti fermi anche a riflettere.

  24. 5 out of 5

    Lucia

    3.5, arrotondato a 4 perché Zerocalcare è comunque sempre Zerocalcare. L'idea di base è geniale, ma mi sarebbe piaciuto che le storie fossero un po' più connesse, o quantomeno che ci fosse un qualche tipo di conclusione. 3.5, arrotondato a 4 perché Zerocalcare è comunque sempre Zerocalcare. L'idea di base è geniale, ma mi sarebbe piaciuto che le storie fossero un po' più connesse, o quantomeno che ci fosse un qualche tipo di conclusione.

  25. 5 out of 5

    Giulia Di Mario

    5 stelle più per la bellezza dell'edizione variant che per il contenuto in sé. Nel complesso è geniale. 5 stelle più per la bellezza dell'edizione variant che per il contenuto in sé. Nel complesso è geniale.

  26. 5 out of 5

    Fabiola

    4+*

  27. 5 out of 5

    Benedetta Marrelli (Quello che B. Legge)

    non mi ha fatto né caldo né freddo

  28. 5 out of 5

    Chiara Santamaria

    Solito geniaccio Zerocalcare, ma l’avrei amato un po’ più lungo e articolato. Fa il suo, ma è rapidissimo da leggere.

  29. 5 out of 5

    Marta

    Come le opere che preferisco, non pretende di rispondere a nessuna domanda, si limita a descrivere il gran casino di certe situazioni. E come sempre ho un debole per un carico di umorismo nero come un caffè.

  30. 4 out of 5

    Alfonso D'agostino

    Nonostante lo si sia proclamato già su tutti i canali, in un numero significativo di volte attraverso la voce diretta del suo autore, approfitterò di questo spazio per rilanciare l’avviso: QUESTA NON E’ UNA STORIA DI NATALE PER BAMBINI, è l’esatto opposto! Tutto si sviluppa a partire dalla morte di Babbo Natale: è l’occasione per scoperchiare un mondo fatto di soprusi sugli elfi lavoratori, raccontare le condizioni in cui sono costretti a lavorare i riders della Befana e osservare renne poliziott Nonostante lo si sia proclamato già su tutti i canali, in un numero significativo di volte attraverso la voce diretta del suo autore, approfitterò di questo spazio per rilanciare l’avviso: QUESTA NON E’ UNA STORIA DI NATALE PER BAMBINI, è l’esatto opposto! Tutto si sviluppa a partire dalla morte di Babbo Natale: è l’occasione per scoperchiare un mondo fatto di soprusi sugli elfi lavoratori, raccontare le condizioni in cui sono costretti a lavorare i riders della Befana e osservare renne poliziotte schierarsi a difesa dell’ordine costituito. Evidentissimi i riferimenti alla nostra storia moderna così come l’impegno sociale verso cui ha virato l’opera novellistica di Zerocalcare: in un’oretta scarsa di lettura certamente ci si indigna, qualche volta si ride, per tutto il tempo si apprezza una costruzione narrativa che alterna simulazioni di giornalismo e fatti di cronaca in modo convincente ed originale. Manca un po’, coperta dall’amarezza, quella sana e liberatoria ironia a cui Zerocalcare aveva abituato i suoi fan più accaniti. La punta di (mi spingo a dire) tristezza deriva da quel pizzico di cinismo che è andato forse fuori dose. Il che non toglie, sia chiaro, alcune trovate del tutto geniali (tipo che sull’altezza dei folletti e sulle scope spezzate sono semisvenuto).

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