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Giornalismo e nuovi media: l'informazione al tempo del citizen journalism

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Come evolve il giornalismo, stretto tra la crisi epocale dell'industria tradizionale e i nuovi spazi di espressione offerti dai network digitali? Quali competenze deve avere un professionista dell'informazione per sopravvivere in un ambiente in cui non ha più il monopolio delle notizie? Quali sono le nuove grammatiche con cui è necessario prendere confidenza? Il libro part Come evolve il giornalismo, stretto tra la crisi epocale dell'industria tradizionale e i nuovi spazi di espressione offerti dai network digitali? Quali competenze deve avere un professionista dell'informazione per sopravvivere in un ambiente in cui non ha più il monopolio delle notizie? Quali sono le nuove grammatiche con cui è necessario prendere confidenza? Il libro parte dai fondamenti classici del giornalismo e cerca di capire se e come questi siano declinabili all'interno delle nuove dinamiche sociali promosse dalla Rete, passando attraverso un'approfondita divulgazione degli strumenti, delle pratiche e delle difficoltà emerse finora. L'idea di fondo è che il giornalismo non solo non viene rinnegato in questo passaggio storico, ma - liberato dalle rigidità commerciali ed editoriali degli ultimi decenni ha l'opportunità di vivere una nuova fase di prosperità. Per questo vanno però acquisite nuove abilità professionali e superata la visione rigida ed esclusiva della corporazione che detiene il monopolio delle notizie. Così come va ricostruito un meccanismo di valore che consenta la sostenibilità delle imprese giornalistiche.


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Come evolve il giornalismo, stretto tra la crisi epocale dell'industria tradizionale e i nuovi spazi di espressione offerti dai network digitali? Quali competenze deve avere un professionista dell'informazione per sopravvivere in un ambiente in cui non ha più il monopolio delle notizie? Quali sono le nuove grammatiche con cui è necessario prendere confidenza? Il libro part Come evolve il giornalismo, stretto tra la crisi epocale dell'industria tradizionale e i nuovi spazi di espressione offerti dai network digitali? Quali competenze deve avere un professionista dell'informazione per sopravvivere in un ambiente in cui non ha più il monopolio delle notizie? Quali sono le nuove grammatiche con cui è necessario prendere confidenza? Il libro parte dai fondamenti classici del giornalismo e cerca di capire se e come questi siano declinabili all'interno delle nuove dinamiche sociali promosse dalla Rete, passando attraverso un'approfondita divulgazione degli strumenti, delle pratiche e delle difficoltà emerse finora. L'idea di fondo è che il giornalismo non solo non viene rinnegato in questo passaggio storico, ma - liberato dalle rigidità commerciali ed editoriali degli ultimi decenni ha l'opportunità di vivere una nuova fase di prosperità. Per questo vanno però acquisite nuove abilità professionali e superata la visione rigida ed esclusiva della corporazione che detiene il monopolio delle notizie. Così come va ricostruito un meccanismo di valore che consenta la sostenibilità delle imprese giornalistiche.

37 review for Giornalismo e nuovi media: l'informazione al tempo del citizen journalism

  1. 4 out of 5

    Sara Rocutto

    Io non sono del mestiere, sono una passante che chiede. E da passante dico che questo è un bel libro, pieno di informazioni, ma anche di riflessioni, prese di posizioni pure. Ecco, in un momento in cui tanti giornalisti si lagnano e tanti giornali non danno il meglio di sè ci sono tanti spunti interessanti qua dentro :). "Non è necessariamente la fine del giornalismo e dell'editoria. E', più probabilmente, la fine di tutto ciò che non si nutre avidamente di qualità, che non alimenta empatia, che Io non sono del mestiere, sono una passante che chiede. E da passante dico che questo è un bel libro, pieno di informazioni, ma anche di riflessioni, prese di posizioni pure. Ecco, in un momento in cui tanti giornalisti si lagnano e tanti giornali non danno il meglio di sè ci sono tanti spunti interessanti qua dentro :). "Non è necessariamente la fine del giornalismo e dell'editoria. E', più probabilmente, la fine di tutto ciò che non si nutre avidamente di qualità, che non alimenta empatia, che non fa battere il cuore. E' la fine della pubblicità che non è capace di farsi servizio, dell'editoria che seleziona scientificamente il target per spremerlo meglio; del giornalismo che copre i fatti del mondo in modo distratto, superficiale, senz'anima..."

  2. 4 out of 5

    Nico Pitrelli

    Il nuovo libro di Sergio Maistrello è un modo accessibile e documentato per capire cosa sta succedendo al giornalismo sotto la spinta dei social network e della cultura digitale. Maistrello ha fatto uno sforzo pedagogico ben riuscito. Anche un lettore che non vive necessariamente a suo agio nella rete e che magari è un po' scettico sulle nuove forme di giornalismo nel mondo di Internet, sarà costretto ad ammettere che sta succedendo qualcosa di importante. Il giornalista pordenonese fa rivivere i Il nuovo libro di Sergio Maistrello è un modo accessibile e documentato per capire cosa sta succedendo al giornalismo sotto la spinta dei social network e della cultura digitale. Maistrello ha fatto uno sforzo pedagogico ben riuscito. Anche un lettore che non vive necessariamente a suo agio nella rete e che magari è un po' scettico sulle nuove forme di giornalismo nel mondo di Internet, sarà costretto ad ammettere che sta succedendo qualcosa di importante. Il giornalista pordenonese fa rivivere i momenti più salienti del rapporto fra informazione e Internet: una storia già ricca di grandi aspettative e successi, così come di fallimenti. Alla fine Maistrello ci convince che in realtà è un momento entusiasmante per il giornalismo. A patto che si abbia il coraggio di sperimentare. A patto che si abbia l'umiltà di percepirsi e agire come nuovi artigiani dell'informazione. In questa epoca, chi vuole fare informazione è simile a un esploratore di nuovi mondi: deve avere determinazione, curiosità e un po' di arroganza nel ritenere che ci si può addentrare in una foresta e uscirne con una mappa chiara, ma allo stesso deve avere l'umiltà di ammettere che la mappa non è il territorio, che a ogni sguardo corrisponde una mappa differente e che la mappa è frutto di conflitti, forze e poteri. Il libro di Sergio Maistrello ci dice molto bene a che punto siamo dell'esplorazione.

  3. 5 out of 5

    Francesco Goffredo

  4. 5 out of 5

    Giuseppe

  5. 5 out of 5

    Luca

  6. 4 out of 5

    Silvia

  7. 5 out of 5

    Saverfat784 .

  8. 5 out of 5

    Giovanni Artieri

  9. 5 out of 5

    Carlo Felice Dalla Pasqua

  10. 5 out of 5

    Stefano Labate

  11. 4 out of 5

    Vincenzo Cosenza

  12. 5 out of 5

    Patrizio

  13. 5 out of 5

    Eleonora

  14. 4 out of 5

    gallizio

  15. 4 out of 5

    Marcella Bongiovanni

  16. 5 out of 5

    Caterina Policaro

  17. 4 out of 5

    Mafe Baggis

  18. 5 out of 5

    Flavio

  19. 4 out of 5

    Antonella

  20. 4 out of 5

    Elvira Berlingieri

  21. 4 out of 5

    Prezzemolo

  22. 4 out of 5

    Andrea Cancellu

  23. 4 out of 5

    Gianluigi Cogo

  24. 4 out of 5

    Carlo Annese

  25. 4 out of 5

    sveva avveduto

  26. 4 out of 5

    Blobr

  27. 4 out of 5

    Alessandro

  28. 4 out of 5

    Fabio

  29. 5 out of 5

    Giorgio Jannis

  30. 5 out of 5

    Federico

  31. 4 out of 5

    Santa Di Pierro

  32. 4 out of 5

    Damiano (Il Bello del Web) Crognali

  33. 5 out of 5

    Cocever

  34. 5 out of 5

    Roberto Ciacci

  35. 5 out of 5

    Gianluca Dotti

  36. 5 out of 5

    Sabrina Tucci

  37. 4 out of 5

    Nadège

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