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Dopotutto non è brutto. Artisti, grattacieli ed ecomostri: viaggio in un'Italia più bella del previsto

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L'Italia sembra aver ingaggiato un'acritica battaglia in nome del "bello" a tutti i costi. Ma siamo davvero sicuri che la difesa della tradizione non finisca per diventare una condanna all'immobilismo? E questa concezione dogmatica della bellezza non sarà una semplice maschera dietro cui si nasconde il nostro eterno provincialismo? Con questi interrogativi Francesco Bonami L'Italia sembra aver ingaggiato un'acritica battaglia in nome del "bello" a tutti i costi. Ma siamo davvero sicuri che la difesa della tradizione non finisca per diventare una condanna all'immobilismo? E questa concezione dogmatica della bellezza non sarà una semplice maschera dietro cui si nasconde il nostro eterno provincialismo? Con questi interrogativi Francesco Bonami intraprende un viaggio in Italia al di fuori degli schemi e delle abitudini culturali. Tra controverse opere architettoniche e monumentali installazioni artistiche, Bonami offre una lettura poco convenzionale di molti rappresentanti dell'arte contemporanea italiana, a seconda dei casi sopravvalutati, sottovalutati o penalizzati da un contesto culturale angusto e autoreferenziale. Sferzante, caustico, scorrettissimo come sempre, Bonami attraverso l'arte ci indica un modo diverso di guardare all'Italia, al suo immenso patrimonio culturale e al suo rapporto con la cultura contemporanea. E ci spiega perché il nostro paese, anche laddove sembra tradire la sua eredità di bellezza e il suo grandioso passato, a ben guardare dopotutto non è brutto. Perché solo cambiando si può tornare a crescere.


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L'Italia sembra aver ingaggiato un'acritica battaglia in nome del "bello" a tutti i costi. Ma siamo davvero sicuri che la difesa della tradizione non finisca per diventare una condanna all'immobilismo? E questa concezione dogmatica della bellezza non sarà una semplice maschera dietro cui si nasconde il nostro eterno provincialismo? Con questi interrogativi Francesco Bonami L'Italia sembra aver ingaggiato un'acritica battaglia in nome del "bello" a tutti i costi. Ma siamo davvero sicuri che la difesa della tradizione non finisca per diventare una condanna all'immobilismo? E questa concezione dogmatica della bellezza non sarà una semplice maschera dietro cui si nasconde il nostro eterno provincialismo? Con questi interrogativi Francesco Bonami intraprende un viaggio in Italia al di fuori degli schemi e delle abitudini culturali. Tra controverse opere architettoniche e monumentali installazioni artistiche, Bonami offre una lettura poco convenzionale di molti rappresentanti dell'arte contemporanea italiana, a seconda dei casi sopravvalutati, sottovalutati o penalizzati da un contesto culturale angusto e autoreferenziale. Sferzante, caustico, scorrettissimo come sempre, Bonami attraverso l'arte ci indica un modo diverso di guardare all'Italia, al suo immenso patrimonio culturale e al suo rapporto con la cultura contemporanea. E ci spiega perché il nostro paese, anche laddove sembra tradire la sua eredità di bellezza e il suo grandioso passato, a ben guardare dopotutto non è brutto. Perché solo cambiando si può tornare a crescere.

32 review for Dopotutto non è brutto. Artisti, grattacieli ed ecomostri: viaggio in un'Italia più bella del previsto

  1. 5 out of 5

    Zioluc

    Bonami probabilmente è un bravo curatore, ma come divulgatore è pessimo. Analogamente a "Lo potevo fare anch'io" sull'arte contemporanea, questa è una raccolta di articoli cialtroneschi su opere artistiche e architettoniche comparse in Italia negli ultimi decenni, con giudizi tagliati con l'accetta e giochi di parole che si vorrebbero divertenti mentre sono ridicoli. Carta sprecata. Bonami probabilmente è un bravo curatore, ma come divulgatore è pessimo. Analogamente a "Lo potevo fare anch'io" sull'arte contemporanea, questa è una raccolta di articoli cialtroneschi su opere artistiche e architettoniche comparse in Italia negli ultimi decenni, con giudizi tagliati con l'accetta e giochi di parole che si vorrebbero divertenti mentre sono ridicoli. Carta sprecata.

  2. 4 out of 5

    Fabio

  3. 4 out of 5

    Salvatore Sisca

  4. 5 out of 5

    Veronica

  5. 4 out of 5

    Sergio Frosini

  6. 5 out of 5

    Sara

  7. 5 out of 5

    Martina Frullanti

  8. 5 out of 5

    Sarina

  9. 4 out of 5

    Clumsy

  10. 4 out of 5

    Matteo

  11. 5 out of 5

    Mapina

  12. 5 out of 5

    Riclaz

  13. 5 out of 5

    Stefano Da Rui

  14. 5 out of 5

    Giorgio

  15. 5 out of 5

    Cristina

  16. 4 out of 5

    Milko

  17. 4 out of 5

    Wikimedia Italia

  18. 5 out of 5

    hello_d

  19. 4 out of 5

    emilia

  20. 5 out of 5

    Ozza

  21. 4 out of 5

    Marta Giulia

  22. 5 out of 5

    Daniele

  23. 4 out of 5

    Elia Silvestro

  24. 5 out of 5

    Andrea Quarantotto

  25. 5 out of 5

    Marta

  26. 4 out of 5

    Not8rious

  27. 4 out of 5

    Gazmend Kryeziu

  28. 4 out of 5

    Marta

  29. 5 out of 5

    Federica Bianchi

  30. 5 out of 5

    Daniela

  31. 4 out of 5

    Alessandro Giordano

  32. 5 out of 5

    Chiara Insinna

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